PANE E ACQUA ... COSI' SEMPLICE - gennaio 2010

ANCORA BEFANA


 

“Così semplice!” … ma ce ne accorgiamo sempre dopo.

Il bambino invece nuota nel suo elemento, respira a pieni polmoni la semplicità, vive nell’innocenza dell’ora.
Non ha nostalgia di quando tutto era semplice. La sua gioia non è un ricordo,
ma ogni volta una nuova primavera di felicità.
Non si può essere felici e saperlo; infatti se lo sappiamo non lo siamo,
perché è sceso un velo tra la perfezione del gesto felice e la coscienza che lo scruta.
Uno scrupolo, e la coscienza non è più innocente.
Semplice come il pane e l’acqua, che in fondo non vogliono molto, anzi solo l’essenziale…”

 








“Col naso in su, ancora una volta guardo i sacchi appesi
come i burattini di Mangiafuoco.
Il capannone è lo stesso dell’anno scorso,
di due anni fa, di tre, di quattro, ma diverso, ogni volta diverso.

Di là, di là dalla porta dove ci sono le stufe a legna c’è invece il creare, l’inventare, il nuovo.





Nel laboratorio
c’è il presente indicativo delle esistenze di ognuno
che magicamente si fonde
nella prima persona plurale.”



















“Ci sono le vite nuove che saltellano
tra pennelli e merende
con quei camici lunghi che sembrano farli allievi di un pittore,

non si rendono conto, invece, che i veri pittori sono loro,
la loro età e il loro tempo di libertà qui dentro
ci sono gli uomini e le donne del mondo, con i loro limiti
e i loro sogni che imparano dai bambini e colorano i muri grigi con loro”