Contributi culturali 2010

TORNA


L’ANTONIO di Aldo Sangalli

Sono di nuovo nel capannone con un pezzo di legno sul ceppo. Sono in buona compagnia, c’è Antonio con me. Forse è meglio dire che lui è in mia compagnia perché sono io che imparo e che ho molto imparare. Credo che la funzione di garzone, di ragazzo di bottega sia l’unica possibilità che ha una persona per conoscere e per vivere. Tutti, in qualche modo, abbiamo da imparare da chi ci sta vicino, solo che ci vuole umiltà e non è una cosa da poco. Viviamo per così dire “in salamoia”, in balia del nostro piacere momentaneo che esalta le capacità individuali senza rapportarle a quelle degli altri. L’apprendista impara a conoscere, ha l’estremo privilegio di capire dall’errore che gli altri hanno già fatto e a loro spese recuperato e sicuramente anche lui ha da insegnare altro a che gli sta vicino.
Torno però ad Antonio. Il suo modo di fare dà sicurezza, ti aiuta a seguire una linea certa, un atteggiamento positivo e retto. Si, perché esiste un metodo per fare le cose e se tu lo segui, non ci sono santi, il margine di errore si restringe.
Due cose ho assorbito oggi.
La prima è che la natura, anche nei suoi più piccoli particolari insegna che nulla è scontato, facile. Anche nel pezzo di legno che Antonio ed io abbiamo davanti c’è un segreto da individuare. C’è un tipo di legno, tipi di nodi, consistenze diverse e diversi modi per poterlo rompere. E lui invece non si vuole spaccare! Ci fa capire che anche nell’elemento infinitesimo la natura sa essere più forte di noi solamente con la SEMPLICITA’. Il maestro e il manovale ci hanno perso un bel po’ di tempo!
La seconda cosa che porto via da Agliate oggi sembra ovvia ma non lo è se applicata al vivere quotidiano. Serve, per quel maledetto pezzo di legno, una motosega perché con la sola accetta non ce la facciamo. Accade che, in ordine, la sega elettrica non taglia, che le lame di ricambio hanno misure diverse, che la motosega a motore non ha olio per la catena, non ha benzina, e per la miscela con olio non c’è un misurino per il dosaggio. Una bella concatenazione di particolari, no? E il pezzo di legno è là, ancora sul ceppo. Antonio dice che queste cose lo mandano in bestia. In effetti, penso, è come se un cuoco iniziasse a preparare una cena senza gli ingredienti adatti oppure ancora da comprare, come se uno stilasse un giudizio senza avere tutti gli elementi necessari. Quante volte mi capita, però! Alla fine due uomini hanno speso un’ora per un pezzo di legno sul ceppo. Ho detto speso, non perso.
Vero è che potevamo buttarlo sul mucchio così com’era.
Eh, ma l’Antonio….

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