Contributi culturali 2010

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LETTERA D'AMORE di Aldo Sangalli

Caro,
non ho abitudine a scriverti ma non ho mai smesso di pensare a te. Ti amo da quando esisti anche se per la verità poche volte ti sei ricordato di me. Ti sembrerà strano ma è così: si può davvero amare per un'eternità senza essere corrisposti. Forse perché il mio esserci è così ovvio che mi dai per scontata. Vivi vicino a me, spesso mi usi come ti pare e piace e poi.... e poi niente!
A volte mi ritrovo a seguirti senza saperlo, senza rendermi conto. Ti guardo ma non posso parlarti, ti accarezzo e non te ne accorgi. Spero sempre che tu ti renda conto in tempo della mia attenzione per te. Per la verità quando sono davvero arrabbiata capisci che ci sono anch'io ma quando sbollo tutto diventa come prima.
Ti ricordi quante cose belle abbiamo fatto insieme? ...già, non ricordi e questo è il vero guaio. Il bello, invece, è che lavoriamo ancora insieme e ti regalo tutta me stessa senza pretendere, senza offendere mentre tu mi lasci sempre incompresa, sempre un po' peggiore, un po' più sporca.
Mi meraviglia, però, come tu chieda di me o addirittura preghi quando per troppo tempo non hai mie notizie. Sembrerebbe che la tua vita dipenda da me solo quando non mi senti da molto tempo, poi se ritorno, ancora una volta, finisce subito il breve amore e rimango lì, allo stesso modo di chi ha venduto il proprio corpo, con i soldi sul materasso.


Sei indubbiamente incomprensibile, uomo. Sei nato con me, sei fatto di me, ti ho allevato e alleviato il dolore, lavato e dissetato e lo faccio ancora ma sinceramente non capisco come tu non comprenda che amarmi è il solo mezzo che hai per sopravvivere. Dovresti amarmi di un amore istintivo e viscerale, vitale, avere cura di me come del tuo stesso essere invece nemmeno ti preoccupi se sto così male. Solo il bisogno di me ti rende gentile.
Questi sono gli ultimi consigli che posso darti. Ancora un po' e non mi troverai più, ancora un passo e non sarà più possibile rivederci.
Tua per sempre.

Acqua.


laudato si' mi Signore per sor'acqua
la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta

( Giovanni di Pietro Bernardone-Cantico delle Creature)
NON C'E' PIÙ, SEMPLICEMENTE

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