Contributi culturali 2010

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PANE-VITA di Aldo Sangalli

Con il naso in su a guardare le nuvole che vanno e vengono con la forma di cane o di drago, con le mani nel fango a formar pagnotte e i piedi nudi nelle pozze in mezzo ai boschi in collina, su in alto dove i fiumi sono ancora ruscelli, in quella Brianza che non ha ancora l'odore di città c'è un bambino con il calzoncini corti e dieci anni sulle spalle strette. Posa le pagnotte sui sassi larghi e piatti ad asciugare e ritornerà l'indomani e prendere quei panini di creta. Lo guardo da lontano, da trentasette anni lontano e sorrido. Quel bambino però è del tutto simile a quelli che solo la settimana scorsa ho visto sulla spiaggia con secchiello e paletta ad impastare davanti al mare sotto le nuvole che vanno e vengono... Se si mette un bambino sulla sabbia non c'è storia: si procura dell'acqua per “impastare”. E' un gesto primordiale quello che mescola acqua e terra per farne fango, biblico. Ancora di più: tutto il nostro pianeta è semplicemente acqua e terra. La semplicità non ha tempo anzi, il tempo lo regola ed allo stesso modo dà la misura alla nostra presunzione smontandone con pochi e quanto mai sempre azzeccati colpi, la boria. Il pane assomiglia molto al fango. Si mescolano due cose semplici. E il bambino è fornaio almeno nella sua immaginazione. E il fornaio è bambino almeno per i suoi atti. Acqua, farina e lievito, poi nel forno ad cuocere ed il miracolo è fatto... No il miracolo non c'è proprio. Delle mani
aperte al sole
sporche del fango
delle guerre
della fame
nessuna ha il colore
del diritto
tutte
quello dell'elemosina

Già, perché il diritto non ha un colore. Ha un profumo: quello del pane. Quando tutte quelle mani avranno del pane, quando quel pane verrà spezzato davvero, allora e solo allora il miracolo del pane-vita sarà completo. Condivisione. Questo è il termine magico che dovrebbe accordare tutti gli uomini, i governi, le religioni come un buon lievito, seme e fermento negli ingredienti del pane . Condivisione soprattutto di ciò che appartiene a tutti gli esseri viventi in quanto facente parte delle risorse offerte dalla Terra, che non appartiene, per definizione al singolo.

Mentre scrivo e pigio tasti sulla tastiera di questo portatile, un signore molto arrabbiato bussa sulla portiera del mio furgone reclamando inviperito il “suo”parcheggio, i suoi dieci metri di asfalto che io sto occupando abusivamente. “Io ho pagato!”. Va bene.
Ecco il trucco! Se pago.... Viva la libertà (minuscolo) e il suo prezzo!

Un sorriso a tutti gli “Uomini”.
Aldo


Haiku della sete
secche le terre
della sete che arde
gocce sperate

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