Contributi culturali 2010
UN DONO di Marco Raimondi
Camminiamo incerti, temendo quello che verrà: malattie, separazioni, morte. Attraversiamo i giorni con la consapevolezza che oggi ci siamo, ma domani, anzi, in questo stesso istante, potremmo cessare di esistere. Sin da piccoli, costruiamo una corazza intorno a noi per difenderci dal dolore. Diventiamo esseri complicati e contorti, arroccati dentro mura altissime. Ma la nostra identità più profonda è un’altra. Nel profondo di noi stessi noi siamo un sole, una scintilla, un raggio di luce. La nostra anima, la nostra identità vera, è semplice, nuda, vera, essenziale, autentica. Se prestiamo ascolto alla musica che scorga dalla nostra interiorità, ci accorgiamo che la stessa musica vibra e risuona nel cuore di tutti gli esseri viventi : alberi, animali, uomini. E d’un tratto scopriamo che non siamo soli, ma siamo parte di un essere più vasto che si manifesta in noi. E allora, per qualche istante, diventiamo semplici, umili, piccoli ; abbandoniamo la nostra corazza, ci apriamo a noi stessi e all’altro. Ma “ l’altro “ non è altro, è parte di noi. Nel profondo di noi stessi noi siamo alberi, fiumi, cervi, uomini e questo senso di appartenenza, di comune identità, ci libera dalle sovrastrutture del dolore, ci restituisce a noi stessi, ci conforta e ci sostiene. Pane e acqua sono elementi semplici e sacri. Gesù spezza il pane e lo dona ai suoi discepoli, dona una parte di sé, dona tutto se stesso. E diventa uno con i suoi fratelli e con tutti noi. L’acqua è la madre di tutte le cose. Senza acqua non ci può essere vita. La semplicità è figlia della speranza e la speranza è l’unico dono che possiamo donare veramente ai nostri compagni di gioco sulla madre terra.