Il Laboratorio e la "ripoeticizzazione" di un mito-festa


IL LABORATORIO

Il Laboratorio è una struttura aperta e mobile all'interno della quale si intende potenziare la creatività di più persone a confronto tra loro, che in questo modo elabora un progetto a più mani e più voci in grado di effettuare una rilettura   critica della realtà sulla quale intervenire.

In vari spazi laboratorio, nelle case, si inventano e si costruiscono tutte quelle azioni e strutture sceniche che servono all'animazione.

Elemento fondamentale del lavoro in laboratorio è, il rapporto con la gente nei propri luoghi di vita e la partecipazione alla gestione della festa.

Nel lavoro di gruppo, in particolare il rapporto tra giovani ed adulti (talvolta genitori), si dispiega favorevolmente dato il "fare" creativo ed il fine giocoso delle produzioni, tutto viene condiviso da tutti, momenti difficili e soddisfazioni.


LE TEMATICHE DI "TEATRALIZZAZIONE" DELLA BEFANA SUL FIUME
Ogni anno il Laboratorio elabora e sviluppa un tema che aggancia il mito della Befana alle problematiche socio-ambientali e pedagogiche attraverso il rito fiaba-festa.

1988 - Aspettandoti Befana il gorgone - il grande mascherone a filo d'acqua - viene alla piazza perchè sente che c'è festa, ed incontra la Befana, gli animali e i bambini.

1989 - Il grande pesce Il Lambro, sotto forma di un grande pesce, incontra la Befana nel posto ormai deputato al grande incontro

1990 - La grande Oca Il fiume diventa Oca che rappresenta la memoria e la cultura del luogo.

1991 - Madre Natura parla ai bambini  dei suoi desideri e delle sue speranze assieme alle stagioni, ai pesci , agli animali fantastici ed al grande mulino.

1992 - La Befana e i Kachina - Ciquecento anni dalla scoperta-conquista dell'America. La grande luna, la grande piroga e i Kachina incontrano la Befana per parlare del diritto di tutti i bambini del mondo ai loro miti-festa

1993 - La Befana pacifica il Robot e i giochi del passato. Il bambino che non gioca non è un bambino. Ma l'adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che è dentro di sè (P. Neruda)

1994 - Befana e Culture S'confinate. Contro l'egoismo dell'uomo di possedere pezzi di vita, di natura e cultura di altri ambienti.
La grande tartaruga e l'aurora boreale aiutano la Befana.

1995 - La fiaba del meraviglioso disamore. Il fiume viene distrutto dall'insensibilità degli uomini. Arriva il grande drago con la Befana e fa rinascere la pace tra l'uomo e la natura.

1996 - La Befana e le altre forme del fiabesco. Il. grande coccodrillo con la televisione viene ammansito dagli altri linguaggi che raccontano il "fiabesco". Il tetro cammina nell'acqua, il cinema resta muto, i cantastorie, il carro dei saltimbanchi etc.

1997 - Orchi e Briganti ed altre paure Il veliero fantasma, l'albero degli impiccati, i briganti e la Befana parlano con i bambini delle paure primordiali, istintuali di cui la Befana è sintesi e mito di passaggio, dove il bambino/a entra nelle prove delle paure primarie, esistenziali e del meraviglioso e angoscioso mondo dell'accettazione del destino degli esseri.

1998 - Befana e cose dell'altro mondo A conclusione dell'anno Europeo contro il razzismo il Lambro si trasforma in un grande mappamondo destinato a dare spazio a tutte le culture. Ai quattro lati della piazza del fiume gli "scudi" dei punti cardinali, le imponenti statue dell'Isola di Pasqua, la trasparente medusa, il pavone indo-persiano, l'igloo e gli orsi del polo l'albero dei Frutti luiminosi. Ed infine il grande Nautilus simbolo di un viaggio immaginario alla scoperta di tutte le culture e i danzatori d'oriente per annunciare la vecchia Signora.

1999 - Poesia di giono e di notte Il tempo terrestre scandito dai due momenti astrali (giorno e notte, sole e luna) determina in modo visibile la vita, ciò moltiplica nel bambino l'ambiente immaginario e l'equilibrio biologico. La teatralizzazione di quest'anno si caratterizza per un intervento più sulla poeticità e l'immaginifico delle azioni, piuttosto che sulla fiaba-narrazione filo conduttore delle passate edizioni.

2000 - Befana fuori moda e delle maniere La conclusione e l'inizio di un nuovo millennio non potevano lasciare indifferente la Befana che nell'euforia, nell'esaltazione e nelle celebrazioni che pervadono il nostro mondo sceglie di essere fuori moda. Ma alla nostra Befana non basta essere fuori moda, vuole anche tramandare delle maniere. Maniere che non è un modo formale di essere ma un modo particolare di critica e riflessione. L'azione ripetuta diventa mito e le maniere sono singoli gesti di un atto corale che si esperisce dal cuore fino alla testa dai piedi fino all'anima. Nel buio si svolge la teatralizzazione con il sacrificio del re e la sua rinascita, aperte le porte augurali il fiume si popola di personaggi, il grande cervo incontra la Befana e la festa si compie.

2001 - Dinamismo immortale Il mito della Befana diventa dinamismo immortale perchè il mito non è soltanto una fiaba ma una realtà vissuta, non è frutto della fantasia ma una realtà vivente che si crede realmente esistita in tempi primordiali e continua tuttora ad esistere per infuenzare il mondo e i destini degli uomini. Ogni edizione del mito è quindi una riedizione. Dinamismo ci richiama al movimento, alla vivacità, all'energia, termini vicini al bambino, al corpo e alle potenzialità del corpo. Il simbolo che caratterizza la teatralizzazione è la Befana che in un corpo inadatto riesce ugualmente ad esprimere il suo armonioso dinamismo evolutivo.

2002 - Oltre il cuore La befana Oltre il cuore, con il dono di se stessa ci vuole riportare ad una umanità più naturale dove miti, magia e poesiasono le forze che animano la vita. Andare oltre il cuore è la sfida a cui quest'anno la Befana ci invita; una sfida contro noi stessi per spezzare la spirale della violenza, dell'odio e della guerra; per promuovere , nel cuore dei nostri bambini, in "incontri poetici on il mito", il dialogo tra le diversità e ridare cuore alle culture dei popoli del mondo. Durante la teatralizzazione grandi obelischi dominano la scena fino all'arrivo del grande Grifone.

2003 - Befana naturalmente ….. Lei non sa chi sono io "Befana naturalmente" perché la civiltà in cui viviamo ha perso o rischia di perdere definitivamente la propria anima, violando continuamente non solo la natura (il mondo naturale esteriore), ma anche la propria natura umana (il mondo naturale interiore). E la Befana può naturalmente domandarsi e domandarci: <Ma lei sa chi sono io?> nel suo essere al di là e al di qua di ogni definizione, irriducibile a qualsiasi spiegazione o interpretazione. Proprio rifuggendo da ogni tentativo di ingabbiarla entro schemi, simboli, idee o immagini manifesta la sua ricchezza, il suo misterioso dispiegarsi dal passato, nel presente, in proiezione di un mondo extra-tempo, che si rigenera e si rinnova grazie al rito-mito della sua festa.

  

E DAL 2004 IN POI, TROVI TUTTO SUL SITO NELLA SEZIONE "La befana - dal 2004 ..."

 

LA RIPOETICIZZAZIONE

Compito degli animatori della CCA che guidano il laboratorio coordinati da Enrico Mason, è quello di tener viva la ricerca sui linguaggi della comunicazione creativa, per tentare di incidere sull'immaginario collettivo. La "ripoeticizzazione" della Befana sul fiume Lambro ad Agliate Brianza (Mi) permette di far rivivere quel rapporto che appariva distrutto tra il popolo e la Befana e fra l'Uomo e la Natura.

L'azione evento inizia alle 18,30 della viglilia della Befana e si conclude in un'ora circa.
Durante la giornata il Lambro viene invaso dalle strutture e dalla gente che lavora alla preparazione dell'animazione. Già i primi curiosi spargono la notizia dell'evento e tentano di prevederne lo svolgimento.
Il momento sera concorre a creare il mistero del racconto insieme alla visione della gente trasformata in pesci, oche, cozze, animali dotati di grandi stivaloni che camminano inverosimilmente sull'acqua.
Altre persone segnano l'attesa con canti e richiami alla luce delle piccole e colorate lanterne donate a tutti i bambini presenti.

La serata va crescendo e ritmando col crescere in armonia dei sentimenti dei bambini infreddoliti, presenti sulle rive del fiume che rumoreggiano accanto ai grandi fuochi dislocati in vari punti e che sono ormai al massimo del loro ardere.
Poi si inizia...........................

Alcuni fuochi artificiali segnano l'inizio della festa.
Le scenografie si illuminano, appaiono le prime strutture e nascono le prime azioni. Arriva la grande "struttura" centrale e poi, quando la piazza del fiume è al culmine dell'azione ed i bambini allo stremo nel gridare per chiamarla, ecco appare d'improvviso la Befana da sotto il ponte, sulla sua fantastica barca. Pacifica tutto e scende ad incontrare i bambini, mentre da vari punti sulle rive e dentro il fiume, la musica dal vivo della banda del paese e di altri gruppi di musicisti sostengono l'animazione.

I genitori diventano occasionali animatori, spiegando le azioni che avvengono sull'acqua aiutati da un volantino-mappa distribuito per l'occasione.
La Befana se ne va lungo il fiume. La festa si spegne ed il mito inizia il viaggio nel cuore dei bambini, ma... lo stupore che si crea davanti alle cose inusuali nate in quella notte permane ancora per alcuni giorni sviluppando nuovi rapporti tra la gente.



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