Contributi culturali 2000
LETTURA DELL'EVENTO: "MITO-FESTA DELLA BEFANA" AD AGLIATE
Partendo dalle analisi svolte da G. L. Bravo e A. Seppilli (vedi rif. bibl.), possiamo ora tentare una lettura dell'evento: "Mito-festa della Befana", che si svolge ad Agliate, ogni anno, la sera del 5 gennaio.
1. "MITO-FESTA DELLA BEFANA" COME RITO, ATTIVITÀ DI "RECUPERO", RISORSA PER LA COMUNITÀ. FUNZIONE CREATIVA E DI MEDIAZIONE
2. LA "BEFANA AD AGLIATE" COME DIFESA DI ORDINE SACRALE, COME SUSSIDIO MAGICO-RELIGIOSO. DUE RITI: UNO VISIBILE, L'ALTRO INVISIBILE, INCONSAPEVOLE, OCCULTO
3. IL FIUME LAMBRO E' UNA VIA CHE PORTA AGLI INFERI, AL MONDO INFERO. DUE FONTI DI RINNOVAMENTO
4.UCCISIONE SACRALE DELLA BEFANA-GRANDE ANTENATA-RE ATTRAVERSO IL CONTATTO CON LE ACQUE, DISCESA NEL MONDO INFERO (FINE DI UN CICLO) E SOSTITUZIONE CON UN NUOVO RE-BEFANA (INIZIO DI UN NUOVO CICLO)
5. OFFERTA RITUALE DELLE STRUTTURE REALIZZATE ANNUALMENTE (IN LABORATORIO, IN CASA, NELLE SCUOLE) ALLE FORZE INFERE DEL FIUME LAMBRO
6. BEFANA COME SPIRITO GUARDIANO DEL FIUME LAMBRO (E DEL PONTE)
7. ANGOSCIA ESISTENZIALE, LA FUNZIONE RASSICURANTE MA ANCHE PROVOCATORIA E DINAMICA DEL RITO-MITO. UN MARGINE DI VUOTO-SPAZIO PER ARTICOLARE IL PROPRIO MITO PERSONALE
8. LA VECCHIA DEI KACINA. IL LAGO DELLE ACQUE MORMORANTI
UNA BEFANA FINALMENTE "FUORI MODA E DELLE MANIERE"!
Come ormai consuetudine da diversi anni, puntualmente ci siamo ritrovati, grandi e piccini, in una sera buia e fredda intorno al fiume, ahimè!, immagine della violenza quotidiana che l'uomo fa verso l'ambiente e la natura, ad aspettare e a celebrare il mito della Befana. Una festa che potrebbe a prima vista apparire una le tante del periodo, all'insegna del consumismo più sfrenato e di una tradizione che "per forza bisogna conservare".
Ma per chi ha collaborato e lavorato alla realizzazione della Befana e per tutti quelli che hanno assistito, è parsa subito chiara l'antitesi e il contrasto dei valori rappresentativi e scenici di questa festa. Insomma una Befana che dichiara con forza i valori più importanti delle relazioni tra uomo e ambiente e tra uomo e uomo, narrati in una serie di quadri e scenografie, accompagnati da suoni e musica che si sono integrati tra loro come fossero gli uni ispiratori degli altri.
Segnali, simboli, messaggi molto chiari ed espliciti che sotto forma degli elementi primari della storia dell'uomo (l'acqua, il fuoco, la luce, la vita, la morte, iul presente, il passato, l'ansia per il futuro), hanno fatto rivivere nella nostra immaginazione quelle scene da fiaba e da sogno che solo una mente libera dai surrogati del vivere quotidiano può rappresentare ed esprimere, quasi fossimo d'improvviso catapultati in una dimensione surreale al di fuori della storia.
Di certo tutto ciò sarà apparso più familiare ai bambini, o almeno lo spero, più abituati di noi adulti a volare con la propria fantasia ed immaginazione in modi e storie, lontani, surreali, dove lo spazio e il tempo non hanno più i confini ristretti e abituali che noi adulti troppo spesso ci imponiamo.
Ed è allora del tutto normale che vulcani, cervi, uccelli, draghi, danze, suoni e riti magici ci indichino la strada per liberarsi dalle mode, dai luoghi comuni del consumismo e del conformismo, ci dicano che la guerra è sempre e solo un male, un insulto all'uomo ed alla sua dignità, che l'inquinamento e il non rispetto dell'ambiente in cui viviamo può solo produrre morte e desolazione, distruggendo gli elementi essenziali per la nostra esistenza (l'aria che respiriamo, l'acqua che deviami ed il cibo che mangiamo).
Di qui l'invio a recuperare i valori essenziali della nostra esistenza come ospiti di un pianeta che dobbiamo condividere, pena la nostra stessa sopravvivenza, con tutti gli altri esseri, animali o vegetali, che lo abitano e il richiamo alle maniere, ad un vivere quotidiano più a misura 'uomo in cui ogni persona possa essere accettata per quello che è e non per quello che ha o per come è in grado di apparire. Insomma un bisogno di una purificazione vera del nostro essere come uomini che finalmente si riappropriano della propria dignità e si fanno garanti della dignità di tutti gli esseri che con noi condividono l'esistenza.
Credo infine che le stesse immagini che sono passate per televisione delle numerose feste e celebrazioni della Befana abbiano dimostrato chiaramente, come la nostra befana fosse veramente al di fuori delle mode e degli schemi. La speranza è che questi messaggi vengano fatti propri dai nostri figli e vengano impiegati per riaffermare le "maniere" che la Befana ci ha portato come dono.