TEMA DELLA TEATRALIZZAZIONE
2005
NON SI PUO' ... E ... "L'IMPOSSIBILE ATTESO"
Invece si può, tralasciando il "si vuole" e il "si deve", che pure sono necessari perché si possa di nuovo rinnovare questo evento tra il rito, il magico, la favola e il sacro. "Non si può" sembra la legge di oggi: per bambini e adulti che si vuole restino bambini, perché adulti tutti d'un pezzo e perciò tutt'altro che bambini.
Non stiamo cedendo alla retorica del "dentro sono rimasto bambino".
Questo lo può dire solo chi non è più in grado di avvertire la meraviglia di ciò che, inevitabilmente, ha perso per sempre. Insomma, lo può dire il "meno bambino" di tutti. Vige la legge del "non si può".
Due soli esempi: uno per i bambini, uno per gli adulti. Ognuno scelga quello che meglio gli confà.
Il primo recita: "Capirai, sei troppo piccolo (ignorante, fuori dal giro ...)".
Il secondo dice: "Sono d'accordo con te, è stato un errore, ma date le condizioni attuali non è possibile ritirarsi".
La legge del "non si può" non è quella che ti costringe a scegliere una delle due alternative, è quella che ti ricaccia in gola la parola. Non si limita a dirti che devi decidere questo o quello, dice che devi tacere, non puoi scegliere, dice che non sei libero.
E invece i bambini fanno esperienza ogni istante della loro libertà, proprio perchè sono aperti all'impossibile.
Conoscono la legge del futuro:
c'è futuro solo se l'impossibile è atteso, e là dove la legge del "non si può" è bandita. Libertà e stupore dell'infanzia di fronte all'impossibile che arriva, imprevisto ...: una vecchina su una barca lungo il fiume, circondata di luci, suoni e voci.
Per la